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Barba si o barba no?

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Chi è senza è più evoluto, è così per le emozioni

Se si facesse una classifica di tutti i componenti del regno animale e le differenze tra quelli e quelli invece posseduti dall’uomo, a questo punto non sarebbe una novità vedere che l’uomo è quello con meno pelo, in particolar modo sulla faccia.

Persino attraverso la barba più folta o i baffi più curati si possono intravedere le guance rosee. Molti studiosi si sono appassionati a quello che sembra un fenomeno dell’evoluzione: cosa ha portato l’essere umano, a perdere la copiosa peluria che ai tempi dei nostri antenati rivestiva il volto?

I punti di vista sull’argomento sono tanti e spesso divergenti l’uno dall’altro. C’è chi pensa che la perdita della “pelliccia” sulla faccia sia avvenuta in seguito a ragioni sanitarie: per impedire cioè la riproduzione dei pidocchi, e la faccia sbarbata di un uomo assicurava l’assenza di parassiti. Chi pensa invece che la perdita di peluria un tempo favorisse l’abbassamento della temperatura corporea, per favorire le migrazioni dalle foreste ombrose e fresche alle savane assolate. Un’altra linea di pensiero afferma che un viso che si mantiene glabro è considerato più giovanile anche in età adulta.

La risposta di un neurobiologo statunitense, risulta però la più affascinante e alternativa: gli uomini odierni non hanno una peluria abbondante sul viso perché sono paragonabili a degli “anelli” che cambiano colore in base all’umore. Gli esseri umani del XXI secolo in pratica camminano, parlano, respirano e cambiano colore in base a come si sentono in quel momento. Questi “anelli” furono una moda lanciata negli anni 70 e il loro funzionamento era basato sull’associazione dei colori alle emozioni. Ancora oggi si dice essere “verdi” d’invidia, “rossi” di rabbia o dall’imbarazzo. Il colore blu viene oramai sempre più associato alla tristezza. In realtà il colore dell’anello cambiava in base alla temperatura corporea e questo è il concetto di base al quale lo studioso si è aggrappato per dimostrare la sua tesi: le facce degli uomini hanno perso peluria evolvendosi, per permettere che le emozioni venissero capite facilmente.

La vista umana è sensibile ai 3 colori fondamentali, a differenza di animali come i cani che possono vedere soltanto 2 tipi di colore. L’anomalo assortimento delle cellule nella retina, che inviano le informazioni sui colori al cervello, ci permette di percepire le proprietà del sangue: più l’emoglobina è satura di ossigeno, più è concentrata. Non appena queste due variabili cambiano, il colore della pelle cambia di conseguenza. Le persone di colore arrossiscono? Ebbene sì: la pelle si arrossisce con l’aumento di ossigeno nell’emoglobina. Come voleva dimostrare il neurobiologo statunitense, un viso sbarbato si è evoluto per evidenziare i cambiamenti di colore e/o umore. La prossima volta che qualcuno vi chiede come vi sentite, rispondete semplicemente di guardarvi in viso: il colore della pelle sarà una risposta esauriente.

Fonte: lavoce.be

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